massa, come mostra Interruptum, che prende spunto dalle interruzioni dei radiocronisti delle diverse partite della trasmissione radiofonica domenicale Tutto il calcio minuto per minuto, e risolve il suo delirio in un inatteso omaggio a Totò (interrotto in "To... tò"). Ma attraverso il gioco scatenato di questa raccolta (di cui si sarebbe tentati di citare, uno per uno, quasi tutti i componenti) si affacciano inquiete interrogazioni sul finale nonsense dell' esistenza, sull'evanescenza del tempo e dell'esperienza (come in Poco fa).
Riviello attraversa tutta la rarefazione dei linguaggi del presente postmoderno: il sogno impossibile della "città" meridionale, piccolo borghese e moderna, è stato oggi definitivamente sommerso dal dominio della comunicazione artificiale e fittizia, in cui si mescolano e si frantumano i linguaggi del consumo quotidiano, della pubblicità, della politica, della burocrazia, del cinema, del giornalismo, dello sport, della musica e del turismo di massa, con sovrapposizioni tra lingua ufficiale, dialetti, frammenti di lingue straniere. L'insieme di questi linguaggi trova il suo luogo di unità, lo sappiamo bene, nella tele-visione, nel suo darsi come apparenza rumorosa e indifferente, velenosa e neutra: una forma in cui la vita sembra trasformarsi in gratuito scorrimento, svuotarsi di peso e di rilievo. Ma in questa cultura del simulacro, dominata dalla televisione, Riviello sente affiorare il residuo di un fondo arcaico e magico-diabolico, di un "sacro" perverso e allucinato, non privo di minacce iettatorie. I' apparire postmoderno si rivela solidale e contiguo con le "apparizioni" della più antica superstizione. È questo l'orizzonte che presiede ad Apparizioni (1989), in cui la comicità del nostro opera un corto circuito tra il più antico mondo folclorico e il levigato universo telematico: attraversa il mondo di "apparizioni" a cui ci riduce l'universo dominato dalla televisione, passa in rassegna le "apparizioni" della chiacchiera culturale, dei discorsi della filosofia metafisica e postme-tafisica, di figure diaboliche e di figure sacre. Tornando al pas-sato contadino veniamo affascinati da una surrealistica e familiare apparizione della madonna (Apparizione); ma tutto il tessuto della cultura che abbiamo alle spalle, tutto il consistere delle nostre vite e dei nostri discorsi, si risolve ormai nel puro emergere dell'apparire televisivo (si veda Panoramica): e si moltiplicano le visioni del precipitare e risolversi di un'intera civiltà in brandelli di immagini, di indeterminate prospettive (si vedano ancora Commento televisivo d'artista straniero all' alluvione di Firenze, e le due poesie sulla questione meridionale, La questione meridionale e Mappa).
Dopo i giochi di parole di Kukulatria (1991), esercitati su singoli lessemi, e in particolare su nomi geografici (con punte di quasi metafisica evaporazione), l'ultima delle raccolte che costituiscono questo libro, Monumentanee (1992), vuole offrire, come rivela il titolo, immagini "istantanee" della vita dei nostri anni, scatti presi al volo ma che si pongono come "monumenti" di questo