Vito Riviello e il valore civile della poesia comica
di Luigi Beneduci

Vito Riviello, benché sia stato uno dei più originali intellettuali lucani dello scorcio di secolo appena concluso, ed abbia attirato l'interesse di critici del calibro di Raboni, Volponi, Muzzioli, Patrizi e Ferroni, non è ancora adeguatamente noto in Italia ed è decisamente misconosciuto nella sua stessa regione di nascita. Per questo va accolta con interesse la notizia che è imminente la ristampa completa delle opere poetiche di Riviello e la riedizione delle sue prose; queste ultime in particolare dovrebbero essere curate dallo scrittore e saggista Giuseppe Lupo, che insegna Letteratura contemporanea presso l'Università Cattolica.

Ma chi è Vito Riviello? Chi è il poeta scomparso il 18 giugno 2009, che ha voluto come epitaffio, per i familiari e gli amici riuniti al cimitero del Verano di Roma a dargli l'ultimo saluto, il memorabile verso: «Scusate, sono momentaneamente assente»?
Vito Riviello era nato a Potenza nel 1933, ed ha vissuto ed operato fino a tutti gli anni Cinquanta in quella che era il suo sogno di una “città tra paesi”, come recitava il titolo della sua prima raccolta di poesie (Città fra paesi, 1955), di impostazione neorealista ma con aperture alla cultura crepuscolare e al surreale. Ad interessarsi di quelle liriche fu addirittura Leonardo Sinisgalli che le volle ospitare nella sua prestigiosa rivista internazionale «Civiltà delle macchine» nel corso del 1956, presentandole come «il primo ritratto letterario di Potenza».

A Potenza, però, Riviello non dà inizio solo all'attività poetica ma anche alla sua attività di «democratico organizzatore di cultura, anfitrione in quel salotto che fu la irripetibile e irripetuta esperienza della Libreria Riviello a via Pretoria», come ricorda Nino Calice nella Postfazione alle prose di memoria lucana La luna nei portoni (1999). Secondo l'amico editore, nella sua attività potentina Riviello opera uno «strappo» nella nascente «organizzazione media della cultura, fatta cioè di intellettuali organici e organizzati, fatta di centri di produzione politica e culturale - partiti leghe, circoli ed associazioni»: infatti nella cultura che queste forze politico-intellettuali andavano organizzando, Riviello francamente «non si riconosce».